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Come si effettua l’autosalvataggio nel kitesurf? Passaggi chiave per tornare a riva anche senza aiuti

📅 11 Agosto 2026✍️ di Serena Marinelli⏱️ 4 min di lettura

Risposta rapida: metti in sicurezza l’ala, risali lungo una linea per raggiungerla, arrotola i cavi, trasforma il kite in vela e procedi a riva sfruttando vento e corrente. Se il vento è offshore, resta con l’ala e segnala soccorso.

Cos’è l’autosalvataggio e quando serve

L’autosalvataggio è la procedura con cui un kiter rientra a riva senza aiuti esterni dopo guasti, cali di vento, rotture o infortuni.

  • Obiettivo: rimanere a galla, farsi vedere, avanzare verso un punto sicuro.
  • Priorità: mettere in sicurezza il corpo prima dell’attrezzatura.
  • Condizione ideale: vento onshore o side-onshore. Offshore = massima prudenza.

Preparazione: metà del salvataggio avviene a terra

  • Piano meteo: controlla direzione/forza del vento e onde, anche con riferimenti come la Scala Beaufort.
  • Spot check: vie d’uscita, correnti, ostacoli, numero di bagnanti.
  • Assetto: leash di sicurezza funzionante, coltello da linea, fischietto, telefono/VHF in sacca stagna.
  • Abbigliamento: neoprene adeguato alla temperatura, cappuccio/guanti se necessario.
  • Regola d’oro: mai uscire con vento prevalentemente offshore.

Procedura passo-passo di autosalvataggio

1) Metti il kite in sicurezza

  • Attiva il quick release primario per depower immediato.
  • Se l’ala continua a trascinare in modo pericoloso, valuta lo sgancio totale solo se indossi il leash correttamente e non rischi di perdere il kite.

2) Risali lungo la linea

  • Individua la front line collegata alla sicurezza.
  • Procedi a colpi alternati mano su mano fino al bridaggio del bordo d’attacco.
  • Mantieni il corpo in galleggiamento, gambe in superficie per ridurre la resistenza.

3) Gestisci e blocca le linee

  • Avvolgi con calma le linee sulla barra, dal kite verso di te, evitando grovigli.
  • Fissa l’ultimo capo con un nodo semplice o infilalo sotto gli avvolgimenti.
  • Linea pulita = meno rischi di impigliarti durante il rientro.

4) Trasforma il kite in vela

  • Posiziona il kite con leading edge sopravvento, cassoni verso di te.
  • Afferra un tip e piega l’ala a libro, creando una superficie portante.
  • Abbraccia il leading edge, petto sull’ala; usa le gambe come timone.
  • Rotta consigliata: diagonale verso riva, sfruttando il vento come spinta.

5) Tavola: tenerla o lasciarla?

  • Se non intralcia, usala come ulteriore galleggiamento, sotto il petto.
  • Se complica le manovre o in onde, lascia la tavola. Meglio perdere la board che il kite.

6) Ultimi metri e atterraggio

  • In acque basse, lascia scorrere l’ala sottovento e alzati con calma.
  • Evita rocce e frangenti: scegli una zona con risacca minore.

Leggere vento, corrente e onde

La scelta della rotta fa la differenza. Dalla guida in SUP in Sardegna alle uscite fra i reef caraibici, le regole non cambiano: leggi l’acqua e anticipa.

  • Onshore/side-on: perfetto per sventare il kite e farti spingere a riva.
  • Side-off/offshore: non allontanarti. Resta col kite, renditi visibile, chiama soccorso.
  • Corrente laterale: punta a un punto fisso a riva, mantieni la diagonale.
  • Forte mareggiata: proteggi la testa con l’avambraccio, passa sotto l’onda col corpo compatto.
Condizione Azione consigliata
Vento onshore Sventa il kite e avanza in diagonale verso riva
Vento offshore Resta col kite, segnala aiuto, non puntare al largo
Corrente forte Rotta obliqua verso un punto sottovento sicuro
Onde > 1,5 m Minimizza superfici esposte, avanza tra i set

Errori comuni da evitare

  • Panico: respira, galleggia, poi agisci.
  • Linee libere: non nuotare con cavi svolazzanti.
  • Tirare contro vento/frontale: scegli sempre un’obliqua.
  • Abbandonare il kite subito: è il tuo miglior galleggiante e segnale visivo.

Kit essenziale per il self rescue

  • Fischietto e luce stroboscopica per farti individuare al crepuscolo.
  • Coltello da linea su trapezio.
  • Telefono o VHF in sacca stagna; numero emergenze mare 1530 (Italia), contatta la Guardia Costiera.
  • Gilet a bassa spinta o impact vest, senza limitare i movimenti.
  • Energia rapida (gel o barretta) nelle giornate fredde e lunghe.

In sintesi:

  • Metti in sicurezza, poi pensa a muoverti.
  • Risalita lungo la linea, linee avvolte, kite-vela.
  • Rotta diagonale, mai contro vento e onda.
  • Se offshore: resta visibile e chiama aiuto.

Segnali di richiesta aiuto

  • Visivi: agita entrambe le braccia sopra la testa a ritmo ampio.
  • Acustici: tre fischi ripetuti.
  • Luminosi: luce stroboscopica intermittente al tramonto/notte.

Training: prova prima sotto costa

Dedica 20 minuti in acqua bassa a simulare lo scenario: sgancio, risalita linea, arrotolamento, sventamento. Il giorno in cui servirà davvero, avrai già memoria muscolare.

Il mare premia chi prepara e osserva. Con metodo e calma, l’autosalvataggio diventa una manovra sicura e ripetibile.

Serena Marinelli

Ha navigato in catamarano ai Caraibi e lavora come guida per escursioni di SUP in Sardegna. Appassionata di fotografia subacquea, ama trasmettere l’emozione del primo incontro con il mondo marino.