"Su granelli dorati affondano i talloni, fieri, gocce di sale sfiorano i ruvidi volti, seri, le braccia tese al cielo rivolte, le sopracciglia inarcate e disinvolte, mentre le onde impetuose risvegliano il sorriso, vola il kite a raggiungere il paradiso!"
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Duemila dollari a post come travel blogger!

Sono tra i pochi che ce l'hanno fatta. Il loro lavoro è da sogno: "travel blogger", pagati per girare il mondo, visitare splendidi alberghi e postare foto su Instagram. Hanno iniziato solo nel 2015 e guadagnano circa 200 mila dollari all'anno. Ma alla Bbc rivelano: "Non è esattamente come sembra. Magari stiamo su una spiaggia solo per il momento della foto, e poi andiamo via".


 
Gioie e dolori di una professione da social network. Che cresce, ma rimane ancora appannaggio di pochi. Collette e Scott Stohler hanno rispettivamente 30 e 34 anni e vivono a Los Angeles. Ex ingegnere lui e pubblicitaria lei, due anni fa hanno girato il mondo per 7 mesi con i soldi risparmiati per comprare una seconda casa. Avevano bisogno di staccare, di un periodo sabbatico. Alla fine del viaggio si sono accorti dei numerosi nuovi follower guadagnati e hanno deciso di trasformare la loro passione in un lavoro.E ci sono riusciti. Hanno un sito e il loro account Instagram - @Roamaroo - è seguito da 90 mila persone e ha una media di quasi 3000 "mi piace" a foto. Per ogni post guadagnano circa 2000 dollari per un totale di 200 mila all'anno. Lavorano con guide turistiche, catene di hotel e agenzie di viaggio. Ma dicono: "Il successo non arriva dal nulla. Bisogna sudarselo. Ogni 50 proposte riceviamo solamente un paio di sì. Serve grande passione".Quando gli Stohler viaggiano, vengono pagati per "creare contenuti". Alcune aziende chiedono invece di inserire il proprio marchio o i propri prodotti durante le loro escursioni per la California. I clienti possono decidere il numero di articoli sul sito o post su Instagram da commissionare, ma l'ultima parola sulla pubblicazione spetta sempre alla coppia. Che scatta foto in continuazione. "E quando vogliamo prenderci un giorno libero per visitare la città in cui siamo per lavoro - ammette sempre alla Bbc - lo facciamo a spese nostre". 
 
FONTE: www.huffingtonpost.it
 
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